Trattenere l’effimero per definire l’umano. Lorenzo Gramaccia non asseconda la realtà: ne rivela la fragilità strutturale.
2023–2025
SOVRAESPOSIZIONE
La luce non illumina, acceca. Il colore è radiazione pura. Corpo e paesaggio collassano in un’unica vibrazione, ad alta frequenza cromatica. Il confine tra organico e artificiale si dissolve. Non è vitalità: è l’urgenza di un presente che brucia. Una forma ineludibile.
Carezze cieche,
2023
Volti all’Oriente,
2023
Ti respiro sottovoce,
2024
Vele dorate,
2025
Notturno,
2025
Lumière sur la Seine,
2025
Vestigia,
2025
Corpus Mundi,
2025
Oasis,
2024
Itaca,
2024
Hanami,
2024
Vertigine,
2025
Saudade,
2025
Giada dormiente,
2025
Catalogo completo
2020–2023
ECLISSI
Il digitale come spettro. L’indagine scende nell’ombra e la porosità della grafite viene sublimata nel layer digitale, in una continuità tecnica che si fa sintesi esistenziale. I colori si ritirano fino al bianco e nero: un minimalismo drammatico che esplora l’assenza. Questa introspezione sottrattiva rivela la natura evanescente dell’essere.
Resta qui,
2021
Ecce Femina,
2023
Icon,
2021
Margherita,
2020
Avvinghiato alla mia anima,
2023
Fai che io per te sia l’estate quando saranno fuggiti i giorni estivi,
2022
Desiderium,
2020
Recordari,
2021
Quasi di materia pare,
2022
Catalogo completo
2013–2020
SEDIMENTAZIONI
La materia come memoria. La carta non dimentica: matite e pastelli, in dialogo con tempere e oli, si accumulano su superfici semitrasparenti, dando corpo all’effimero. Ogni strato resiste all’oblio, in un gesto tattile di trattenere il tempo nella densità della materia — sedimentazione lenta contro la sparizione.
Ermione,
2015
Eden,
2017
Memoria,
2013
Teresa’s heart,
2018
L’arte non salva dalla fine.
La rende visibile.